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venerdì 16 agosto 2013

Massimo Rao- Il pittore della Luna e non solo…





Era un triste e malinconico pomeriggio d’inverno di qualche anno fa, lo ricordo ancora bene perché la pioggia batteva sulle vetrate delle mie finestre da ore  e la stanza buia dello studio mi impediva di proseguire il mio lavoro sulla tela appena abbozzata;  decisi così  di accantonare colori e pennelli  per dedicarmi alle mie solite ricerche ; accesi il mio pc e cominciai a navigare nei mari sconfinati  della rete,  alla ricerca di qualche sublime visione artistica che potesse sollevarmi da una giornata ormai irrimediabilmente compromessa.
Fu allora che accadde! Dinanzi a me apparve una delle opere più belle che il mio sguardo ebbe  mai la fortuna di incrociare e tutto ciò avvenne per puro caso; stavo infatti conducendo una ricerca sull’arte preraffaellita e come spesso accade in questi casi venni condotta inspiegabilmente,di link in link, di fronte ad un’opera di straordinaria bellezza. Ne rimasi folgorata.
Stetti davanti al monitor del mio pc almeno venti minuti a contemplarla e pensai a quale emozione irripetibile sarebbe stata poterla osservare dal vero, in assoluto e rispettoso silenzio; soltanto dopo, rinsavita da quel piacevole turbamento ,mi  domandai chi fosse l’autore di tale capolavoro e così cominciai ad ”investigare”  impiegando tutte le risorse messe a disposizione dalla tecnologia informatica , che spesso, a volte a torto altre a ragione, viene demonizzata ma che nella realtà odierna e  in alcune particolari circostanze di oggettiva impossibilità  rappresenta  l'unica fonte   a disposizione per apprezzare  capolavori dell'arte abbattendo concreti problemi di costi e distanze. Ciò nonostante, la mia  esperienza personale insegna, lì dove è avverabile consiglio sempre di confrontarsi con l'arte dal "vero" nelle stanze silenziose e raccolte dei musei, delle gallerie e , quando la fortuna ci è compagna, degli studi degli artisti.
Poco tempo dopo tuttavia,le astuzie tecnologiche avevano portato i loro frutti.
Scoprii che il pittore in questione altri non era che Massimo Rao ; il titolo dell’opera che tanto magistralmente era riuscita a rapire il mio interesse aimè continuo a disconoscerlo ma non è forse sacrosanta verità quella decantata da Shakespeare nel Romeo e Giulietta? : “ che cosa c’è in un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome rosa, anche se lo chiamassimo con altro nome,  serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo”.

Tuttavia , citazioni a parte, questa è la foto in questione, a questo punto mi resta ben poco da aggiungere ,lascio ai lettori l'ardua sentenza:
 

La disconoscenza di un artista di così grande talento non era che un imperdonabile errore imputabile alla  mia ignoranza; cercai allora di compensare quella  mancanza inammissibile iniziando ad interessarmi  a lui.
Appresi che Massimo Rao nacque nel 1950 a San Salvatore Telesino in Campania; ne fui subito felice perché, diversamente  dalla straordinaria pittura che ne traspariva dalle sue opere, tipica dei pittori classici rinascimentali, Rao era un pittore contemporaneo del XX secolo e sol per questo avrei potuto godere della sua arte ancora per molto tempo e magari conoscere di persona in una delle sue mostre;  ma il mio entusiasmo aimè fu  destinato a scomparire molto presto .Continuando a leggere la sua biografia  purtroppo appresi  la terribile notizia della sua prematura morte, la malattia lo rubò all'arte e alla vita a soli 46 anni ,nel  1996.
Sfogliando le sue opere compresi la sublime bravura di questo artista, la padronanza  del disegno che nulla aveva da invidiare a quello degli antichi maestri del passato e che usava con una maestria assoluta, l’uso misurato del colore, la capacità straordinaria di ricreare ambientazioni surreali , la ricercatezza dei contenuti e della simbologia.
Il suo linguaggio figurativo è costellato da soggetti misteriosi, fantastici, enigmatici e, quasi come in un sogno, la maggior parte delle sue tele vengono illuminate dalla luna; una luna dalla presenza quasi ossessiva, a volte nascosta per metà  altre  svelata nel pienore della sua luce , e in alcuni casi  anche  solo citata e incisa sulla pietra ,una luna sognata e sognante dai tratti femminili , che spesso riecheggia dalle pieghe drappeggiate dei tessuti  .
Ecco perché Massimo Rao è stato consegnato alla storia come “il pittore della luna”, anche se Massimo Rao è questo e molto altro ancora; è un pittore dotato di un’abilità che può davvero riconoscersi a pochi artisti, nelle sue opere emerge  una singolare sensibilità che indaga nel profondo di se stesso e non solo,  che riesce a tradurre le sue visioni attraverso un mondo immaginario e fantastico, uno scenario irreale fatto di personaggi misteriosi e silenti che affiorano  dall’onirico e dall’inconscio per integrarsi in una realtà immanente . Massimo Rao non è  solo pittore è soprattutto poeta.  Nelle sue opere emergono le stesse emozioni forti  descritte nei versi dei  pittori maledetti .
 Massimo Rao è  il" Verlaine della pittura", esattamente questo è ciò  che lui è per me : Il tono di molti dei suoi dipinti e delle sue carte ,che combinano spesso malinconia e chiaroscuro, rivelano , al di là della forma efficace di semplicità, una sensibilità interiore di profondo valore umano.
Massimo Rao  è un pittore sopraffino , un poeta che scava nell'anima senza tregua, un grande maestro che meriterebbe molto più spazio di quello che realmente gli è stato concesso.
Fortunatamente a riaccendere i riflettori sull’arte di un grande come Massimo Rao  ha pensato la "Pinacoteca Massimo Rao” nata nel novembre  2012 nel comune che gli ha dato i natali ed affidata all’associazione Massimo Rao presieduta dalla carissima amica di Massimo: Renata Lombardo, testimone di memorie affettive, passate e recenti.
Uno sforzo questo davvero apprezzabile che commuove ed inorgoglisce e che ha lo scopo di mantenere eternamente vivo il nome di un Maestro indimenticabile ed indimenticato dell’arte contemporanea, raccogliendo tutto il complesso e straordinario lavoro dell’artista .
Ed è proprio all'associazione  Massimo Rao  e alle istituzioni locali che  sento di ringraziare, a nome mio e sono convinta anche di moltissimi altri estimatori del Maestro,  per il fattivo contributo dato all'arte contemporanea italiana e non soltanto, in uno scenario, quello dell'arte, non sempre facile, osteggiato da ottuse opposizioni, indifferenze inaccettabili, ostacoli obiettivi ed ignoranze intollerabili.
Lev Tolstoj  in una dei suoi più celebri aforismi affermava : “L'arte è un’ attività umana che possiede come propri scopi la trasmissione alle altre persone dei più alti e migliori sentimenti al quale l'uomo sia mai arrivato.” 
Se ciò risponde a verità allora Massimo Rao , può affermarsi con certezza, ha  assolto a questa difficile missione  con sublimi traguardi .

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