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venerdì 31 ottobre 2014

La calunnia (nell'arte ?) è un venticello!


La calunnia è un venticello…

Eppure a volte uccide più di cento spade… l’insinuazione, l’illazione sono  attentati violenti  all’animo , all’onorabilità , alla rispettabilità, alla sensibilità , alla rettitudine di una persona.

Un proverbio popolare recita: “La calunnia è un assassinio morale”.

Quali parole più esaustive per renderne chiaro il concetto.

E più l’integrità del calunniato è immacolata e tanto più grande sarà l’accanimento del calunniatore a volerla sgualcire, e più l’integrità del calunniato è immacolata e maggiore sarà la menzogna pronta ad aggredirla; la congettura malevola del diffamatore    si pone davanti ad uno specchio e vede riflesso con esattezza il volgare  sudiciume  del suo animo, ed incapace di liberarsi di tale fardello preferisce proiettarlo sull’infangato , con l’illusoria convinzione di alleggerire  , attraverso la contaminazione, la vuota e miserabile consistenza del suo animo.

Il sospetto è figlio del difetto e i nostri occhi non vedono se non quello che provono, ma il contagio maligno non è sentimento di tutti…

 la purezza , sensibile ed incantata, dello spirito è più forte di un esercito armato di malelingue e false dicerie e talvolta fa molto più paura perché mette di fronte ad una realtà ignota il maldicente  che non la riconosce e per ciò stesso la teme e come il più impaurito delle bestie feroci l’attacca .

Il mondo dell’arte ne ha saputo cogliere le sfumature dolorose attraverso i capolavori di  grandi artisti, che  hanno rappresentato l’essenza subdola e diffamante della calunnia.

Ne conosce  bene gli effetti devastanti dell’insinuazione  Susanna , tanto ritratta nelle opere di grandi autori come Artemisia Gentileschi, lei stessa vittima di calunnie  diffamazioni e oltraggi , per il sol fatto di essere donna e di aver voluto sfidare le benpensanti convinzioni dell’epoca, volendo svolgere un’attività “sino ad allora” “solo di retaggio prettamente maschile”.
 

Susanna, giovane e bella ragazza di sani principi e di indubbia  rettitudine , onesta e virtuosa, vittima della sua stessa avvenenza … come se la bellezza fosse sempre sinonimo di immoralità , come se etica ed estetica non potessero convivere nell’animo femminile senza entrare obbligatoriamente in disputa tra di loro , come se una donna , baciata dal sommo dono divino  della beltà non potesse aspirare anche a quello dell’integrità morale e dell’intelligenza senza essere oggetto di facili congetture.

È ciò che subisce la povera Susanna che, notata da due anziani giudici ,frequentatori della casa del marito, mentre fa il bagno nel suo giardino, subisce le loro avances ; i due malcapitati presi il bel servito dalla fedele ed integra sposa iniziano a diffamarla con accuse infamanti e menzognere, al sol fatto di punirla e screditarla , affermando di averla veduta  con un giovane amante e accusandola di adulterio; la poveretta, solo alla fine di un lungo processo che la vede colpevole, riesce , grazie all’intervento di Daniele , a smascherare  l’inganno , a riconquistare l’onore calunniato ed infine ad essere scagionata.

La calunnia è un male subdolo , che si insinua nelle menti desiderose di pettegolezzo e inculca il germe del sospetto, incurante del suo potere distruttivo, è un accusa che non ha bisogno di prove perché ha già a priori in sé il sapore vendicativo della condanna.

La calunnia è una serpe che passa attraverso le porte chiuse.

Emil Cioran, ne “Il funesto demiurgo” affermava:

 
Vedere nella calunnia parole, nient'altro che parole, è l'unico modo per sopportarla senza soffrire. Disarticoliamo qualsiasi frase detta contro di noi, isoliamo ogni vocabolo, trattiamolo con lo sdegno che merita un aggettivo, un sostantivo o un avverbio... Oppure, liquidiamo seduta stante il calunniatore.”

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