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giovedì 2 ottobre 2014

Nino TIRINNANZI- Storica mostra del maestro alle Gallerie del Chiostro del Bramante in Roma


Non sono solita segnalare o sponsorizzare mostre , anche se di particolare rilievo, ma in talune occasioni l’impulso a farlo diventa irrefrenabile  , un obbligo morale , un imperativo categorico e soprattutto un rispetto doveroso verso l’estetica e verso l’arte, quella vera , quella con la A maiuscola  che assume l’accezione di bellezza assoluta.

È questo il caso della straordinaria mostra che si inaugurerà sabato 4 Ottobre p.v. nella meravigliose sale del Chiostro del Bramante in Roma dedicata alla pittura raffinata  di Nino TIRINNANZI prediletto allievo  del grande Ottone Rosai.
 
 

Nino Tirinnanzi,  esponente di spicco della cultura italiana del ’900, eccellente pittore fiorentino che non ha certo bisogno di presentazioni dal momento che è la sua fama a precederlo; fortemente ispirato dagli insegnamenti del Rosai  è conosciuto ed apprezzato per la sua pittura delicata, per i suoi scenari avvolti da un aura silente e poetica ammirata ed osannata anche dal grande poeta Eugenio Montale che frequentò assiduamente l’artista.

La mostra  è curata dallo storico dell’arte e studioso Prof. Giovanni Faccenda grande esperto dell’arte del Novecento , il quale,  da anni , si occupa della straordinaria pittura figurativa del maestro Tirinnanzi, con l’elegante  umanità e il garbo estetico che lo contraddistinguono, curandone importanti mostre di successo .

Come dimenticarsi infatti dell’importante esposizione tenutasi qualche anno fa , sempre dedicata all’autore,    da lui curata egregiamente  ed intitolata  “Nino Tirinnanzi: fra Rosai e Pasolini”  in omaggio ai trent’anni dalla scomparsa dell’indimenticato intellettuale e regista di riconosciuta caratura  internazionale.

Un connubio artistico - culturale di spessore impareggiabile.

Una mostra curata con estrema sensibilità da un critico dell’arte che è riuscito a far affiorare nel suo mestiere  il cuore prima di qualunque giudizio estetico e  dalla quale emergeva   lo straordinario rapporto  tra Pier Paolo Pasolini e Nino Tirinnanzi , testimoniato dalla stesso Faccenda;  legati  da sincera amicizia e dalla  stessa conformità  di pensiero ,Tirinnanzi narrava pittoricamente nelle sue tele, gli stessi soggetti portati alla ribalta dai capolavori cinematografici e ancor prima letterari di Pasolini.   La visione dell’altra faccia di un mondo borghese perbenista fatto di emarginazione e degrado sociale spesso occultato e taciuto per comodità; una realtà di “borgata” ,di una periferia scomoda e scottante fatta emergere con consapevole provocazione per contrastare una società  benpensante tracontante di certezze assolute.

È la visione degli “ultimi” , di quei ragazzi cresciuti nelle degradate  strade di quartieri periferici dimenticati , obbligati a crescere in fretta  e a doversi   confrontare  prematuramente con la durezza della vita e spesso condannati a futuri turbolenti e tormentati.

Ed è proprio in questo contesto di abbandono e di decadimento che Tirinnanzi  incentra  la sua poetica pittorica,a conferma di come spesso  proprio dal degrado nasca la bellezza e come dal “nulla” possa nascere il “tutto”.

La mostra al Chiostro del Bramante è di certo  un doveroso tributo verso un artista di profonda sensibilità , che al pari del suo eccelso maestro, è riuscito ad entrare nell’umanità della gente , nel  disagio  sociale  e nel  vuoto esistenziale ,facendosi interprete raffinato di  spaccati di vita vissuta ma al contempo è riuscito a catturare nei suoi capolavori  quell’ essenza metafisica ,tipica del paesaggio e delle nature morte , fatta di rarefazioni, di surreali sospensioni e di sconfinati silenzi .

L’appuntamento romano rappresenta  un’occasione unica ed irripetibile per godere da vicino le opere di un gigante della pittura del Novecento e non solo , spesso non ricordato né celebrato come meriterebbe ; un’esposizione di un riguardevole numero di capolavori  del Maestro Tirinnanzi  curata con meticolosa competenza e che vede protagonista nuovamente l’autorevole  location del Chiostro del Bramante che per l’ennesima volta si conferma luogo d’eccellenza per la divulgazione dell’arte contemporanea , dando la possibilità di godere  , come spesso è accaduto in passato in occasione di altre autorevoli esposizioni, dell’arte di autori illustri di fama internazionale.

“La bellezza salverà il mondo” .

Quante volte ce lo ripetiamo e quante volte sentiamo pronunziare queste parole ,negli ultimi tempi a dire il vero sempre più spesso inflazionate, abusate  e private  del loro puro ed intrinseco significato che è quello di mistero, stupore, meraviglia, partecipazione,condivisione, astrazione, turbamento.

Quell’essere condotti in un mondo parallelo fatto di emozioni , di visioni  al limite del trascendente  ; e qual è il mezzo migliore se non quello dell’arte ?

L’unico nocchiere capace di  condurci alla meta all’interno di  sconfinati mari misteriosi   percorrendo  un lungo  viaggio fatto di  bellezza e di scoperta.

E ogni tragitto, ogni porto d’attracco durante il percorso  è un passo in più verso l’arrivo , verso l’ignoto.

E la mostra dedicata al grande Nino Tirinnanzi è un ancoraggio obbligatorio se si vuole raggiungere la meta della bellezza.

È la dimostrazione di un grande pittore che è riuscito a fare della pittura un’elegia.

E mai come in questa occasione  trovano senso le parole del sommo Leonardo da Vinci : “La pittura è una poesia muta, e la poesia è una pittura cieca”e chi meglio di Tirinnanzi aveva colto la vera essenza di tali parole?
 
Nino Tirinnanzi
Gallerie del Chiostro del Bramante
dal 4 al 31 Ottobre 2014 
a cura del Prof. Giovanni Faccenda
 

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